DANNI OCULARI DA AIRBAG: SOLO UN EVENTO MECCANICO? di Gaia Altobelli, MD, PS di FANO
Gli airbag rappresentano una delle innovazioni più importanti in tema di sicurezza negli autoveicoli.
Sebbene la loro efficacia nel ridurre la mortalità e la morbilità nelle collisioni tra autoveicoli sia stata ampiamente provata, è stato riscontrato che possono causare una serie di danni oculari, di varia gravità.
I danni oculari sono attribuibili sia alla forza meccanica dell’airbag sia all’azione di sostanze chimiche. I danni chimici a carico dell’occhio sono una rara complicanza dell’apertura dell’airbag e dipendono dalla fuoriuscita attraverso i fori dell’airbag di sostanze chimiche utilizzate come propellenti per il gonfiaggio dell’airbag stesso. L’airbag è gonfiato dall’ossidazione del sodio azide. La reazione produce una miscela alcalina altamente corrosiva che consiste in idrossido di sodio e sodio bicarbonato, che può passare attraverso i fori dell’airbag.
In un case report pubblicato quest’anno sull’European Journal of Emergency Medicine viene descritto un grave caso di danno oculare bilaterale da alcali da contatto con airbag dopo un incidente stradale.
Un uomo di 58 anni è stato coinvolto in un incidente stradale in cui l’impatto da collisione dell’auto ha provocato l’apertura dell’airbag frontale. Non indossava occhiali né lenti a contatto. Alla presentazione il paziente lamentava dolore toracico per cui è stata eseguita la valutazione primaria. Una TC ha successivamente rivelato due isolate fratture costali per cui è stata eseguita adeguata terapia analgesica. Ciò ha comportato un ritardo nella valutazione del dolore oculare del paziente.
A 36 ore dalla presentazione un esame oculare ha rivelato una acuità visiva secondo lo schema di Snellen di 20/50 nell’occhio destro, mentre con l’occhio sinistro il paziente riusciva a vedere solo dei movimenti delle mani. L’occhio destro aveva una abrasione corneale centrale che si estendeva fino al limbus inferiore nasale senza segni di ischemia, e iride nella norma.
Il suo occhio sinistro aveva chemosi congiuntivale con la formazione di una pseudomembrana. L’epitelio corneale era completamente assente con edema corneale stromale e conseguente scarsa visualizzazione della camera anteriore. L’ischemia era presente in un terzo del limbus. La pressione intraoculare era normale. I fornici inferiori avevano un pH pari a 8 in entrambi gli occhi.
La gestione conseguente è consistita nell’irrigazione degli occhi con normale soluzione salina fino a quando il suo pH alcalino non si è normalizzato. E’ stata inziata vit. C per os e terapia topica intensiva che consisteva in gocce oculari di desametasone (0.1%), sodio ascorbato (10%), cloramfenicolo (0.5%) e atropina (0.5%) a entrambi gli occhi. Il suo occhio sinistro non è migliorato e di conseguenza, tre giorni dopo il trauma è stato effettuato un innesto di membrana amniotica per promuovere la riepitelizzazione corneale (vedi fig.).
A un mese dal trauma il suo occhio destro era completamente guarito e il paziente ha raggiunto un’acuità visiva secondo lo schema di Snellen di 20/20. La membrana amniotica del suo occhio sinistro si era assorbita ma la cornea si era solo parzialmente riepitelizzata con un’acuità visiva di 20/40. L’occhio non è guarito con conseguente nuovo innesto di membrana amniotica. A 6 mesi il suo occhio sinistro ha mostrato una vascolarizzazione patologica e il difetto epiteliale resta, per cui il paziente corre il rischio di ulcerazione corneale e perforazione. La sua visione rimane ridotta a 20/50 e si sta prendendo in considerazione un trapianto autologo di cellule staminali in coltura.
I danni da alcali secondari all’apertura dell’airbag sono rari ma dovrebbero essere una complicazione riconosciuta dallo staff medico. E’ importante che tali danni siano identificati immediatamente per poter iniziare un’abbondante irrigazione con normale soluzione salina per minimizzare la durata del contatto con le sostanze chimiche e normalizzare il pH. Qualsiasi residuo corpuscolato intrappolato nei fornici dovrebbe essere rimosso. Una visita oculistica urgente è necessaria per iniziare il trattamento e ridurre così il rischio di morbilità oculare e perdita della vista. Il trattamento include steroidi topici per ridurre la risposta infiammatoria e neutrofila, acido ascorbico sia topico che orale per promuovere la sintesi di collagene da parte di fibroblasti corneali, un antibiotico topico e un cicloplegico.
Nonostante il massimo trattamento topico, l’occhio sinistro del paziente non è guarito costringendo così all’utilizzo di un innesto di membrana amniotica. L’utilizzo di una membrana amniotica nell’immediato periodo dopo una cheratite chimica non è usuale e riflette la gravità del danno corneale subito dal paziente.
Questo caso illustra i rischi di perdita della vista a causa di una cheratite da alcali secondaria all’apertura dell’airbag e sottolinea l’importanza del riconoscimento e gestione precoci di un danno chimico da airbag a cui di solito non pensiamo perché spesso siamo concentrati nella valutazione primaria del politrauma soprattutto quello instabile, mentre nella valutazione secondaria ci si focalizza di più su danni oculari di natura meccanica.
Gaia Altobelli, MD, UO Medicina d'urgenza e Pronto Soccorso, ASUR 3 Marche ZT3, commenta: Subash M et al. Airbag-induced chemical eye injury. European Journal of Emergency Medicine 2010, 17:22–23
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